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Luci e ombre dello smart working

Argenta - Portomaggiore

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Luci e ombre dello smart working

L’emergenza sanitaria che ci ha travolto e ‘stravolto’  ha comportato un radicale sconvolgimento degli equilibri politici, economici, culturali ed esistenziali della nostra società, imponendo una quasi totale reimpostazione del modo di vivere di ognuno di noi.

In tale scenario, il ricorso allo smart-working,  già presente in modo più o meno diffuso da diversi anni a questa parte, si è necessariamente imposto come modus operandi in molteplici di contesti lavorativi.

Questo processo ha portato  anche evidenti vantaggi, ma, al tempo stesso, ha favorito l’insorgere di  diverse  problematiche connesse alla vita personale e di relazione.

” Vantaggi e punti deboli dello smart-working” è stato il tema oggetto di analisi e di discussione dell’ incontro che il Dott. Andrea  Cardi , esperto di PROMECO e da diversi anni curatore del progetto PUNTO DI VISTA del Montalcini, ha tenuto agli studenti della classe 4 A SIA dell’ Indirizzo Economico di Portomaggiore.

I ragazzi hanno partecipato attivamente alla videoconferenza sottoponendo al relatore domande e incertezze.

In primo luogo la  distinzione tra Telelavoro e Smart-Working: l’uno inteso come  forma di impiego tutto sommato stabile, già presente negli USA a partire dagli anni 70′; l’altro  basato su una maggiore flessibilità organizzativa sia per i quadri orari sia  per le sedi da cui collegarsi.

Lo Smart-Working , presenta indubbiamente evidenti vantaggi , tra cui la riduzione degli spostamenti sui mezzi di trasporto, con conseguente effetto benefico sull’ambiente, e la possibilità di lavorare comodamente da casa senza troppi vincoli orari. Se protratto oltre misura, però, può causare seri disagi di natura psicologica, quali il bournout, derivato dall’incapacità di trovare il giusto equilibrio tra  la dimensione lavorativa e la sfera privata, fino alla sindrome di HiKikomori, che consiste nell’isolarsi nella propria abitazione, senza aver nessun contatto con il mondo esterno confrontandosi unicamente con lo schermo del PC.

Lo Smart-Working ha  cambiato le abitudini di milioni di lavoratori nella loro quotidianità, basti pensare alla quasi totale scomparsa della ” pausa pranzo”, momento di relax e di socializzazione per un breve scambio di opinioni tra colleghi.

La crisi economica di molti  segmenti lavorativi e l’emergenza educativa apertasi con la DAD hanno, inoltre, accentuato la diffusione dei NEET ( Not in education, Employment or Training), ovvero quella quota di popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non è nè occupata , nè inserita in un percorso di istruzione o di formazione, che vive in una condizione di apatia ed incertezza.

Tale fenomeno rappresenta  il triste specchio della situazione di disagio e demotivazione che la pandemia ha portato con sè, soprattutto nelle fasce giovanili.

Questo incontro da remoto ha costituito per i ragazzi del Montalcini un’occasione importante per riflettere sui cambiamenti in atto nella nostra società, offrendo preziosi stimoli per proiettarsi verso il futuro con consapevolezza e maggior serenità.