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Gli studenti del Montalcini visitano il MEIS

Argenta - Portomaggiore

Gli studenti del Montalcini visitano il MEIS

Il 20/3/2018, le classi 1A e 2A dell’Istituto Superiore Tecnico Tecnologico “Rita Levi Montalcini” di Portomaggiore hanno visitato il nuovo museo ebraico di Ferrara, il MEIS.

 

La costruzione del museo è iniziata nel 2003 e sarà completata nel 2020. La struttura precedentemente era un penitenziario in disuso dal 1992, infatti, all’interno della struttura, sono presenti ancora residui delle porte di celle per ricordare la storia di questo edificio.
A termine dei lavori la struttura sarà dotata di 5 blocchi, destinati ad uno shop, una biblioteca, un auditorium, una caffetteria ed un archivio, rappresentanti i 5 libri del libro sacro ebraico, la Torah.

Il museo, a struttura labirintica, racchiude al suo interno più di 200 reperti riguardanti la storia ebraica, presentati con l’ausilio di nuove tecnologie molto accattivanti, mai viste prima in altri musei del Ferrarese, come, ad esempio, guide interattive su schermi ad alta definizione.
Non mancano modelli tridimensionali e vere e proprie tombe realizzate con foto reali “incollate” su pareti e sul soffitto, che le rendono molto suggestive.

 

Il museo racconta la storia ebraica dagli albori dell’esodo dall’Egitto con Mosè, attraverso la figura dei vari profeti fino a Salomone; vengono ripercorsi i contatti con i Romani fino ai primi comportamenti anti-semiti che portarono alla diaspora e alla Shoa.
Il tutto seguendo una linea del tempo che riordina gli eventi della storia ebraica in “anti era volgare” e “dopo era volgare”, come gli ebrei definiscono avanti Cristo e dopo Cristo.
Il museo accoglie numerosi reperti storici, tra cui una statua dell’Imperatore Tito, bassorilievi, mosaici, vasellame, epigrafi tombali, rarissime monete ebraiche, amuleti e testi sacri.
Uno degli aspetti che colpisce di più è il quadro che rappresenta la parabola del re Salomone, rinvenuto in una casa aristocratica a Pompei, perché rappresenta un pezzo unico che ha stupito anche gli archeologi per il suo profondo significato ebraico, in un’abitazione pagana romana.

Poletti Samuele e Fogli Mirco

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